Come richiedere l’assistenza domiciliare integrata del SSN

Attiva l’ADI tramite medico e distretto: documenti, valutazione, piano delle cure, dimissione protetta e differenza dagli aiuti sociali.

In 30 secondi

Dove si fa
Medico curante o reparto dimettente e Punto unico di accesso del distretto ASL di residenza
Costo
Cure sanitarie secondo copertura SSN; interventi sociali o aggiuntivi hanno valutazione economica distinta
Tempo per fare la pratica
Contatto con il medico e compilazione della richiesta: nessuna durata standard pubblicata; valutazione e primo accesso sono fasi successive concordate con il distretto.
Scadenza o validità
Durata e verifiche stabilite nel piano assistenziale individuale, rivalutabile se cambia il bisogno
Cosa serve
Documento e tessera sanitaria, referti e terapia, indirizzo delle cure e bisogni concreti; lettera di dimissione solo dopo ricovero, recapito di chi aiuta solo se presente.
Si può fare online
Parzialmente per contatti e moduli; valutazione e cure richiedono professionisti e accessi domiciliari

Per chiedere l’assistenza domiciliare integrata parti dal medico di famiglia o dal reparto che sta organizzando la dimissione. La ASL valuta i bisogni e concorda un piano di interventi a casa. Non è un servizio di presenza continua e non si attiva con una semplice prenotazione online.

Che cosa stai chiedendo

ADI significa Assistenza domiciliare integrata: cure sanitarie e interventi sociosanitari coordinati nell’abitazione. ASL è l’Azienda sanitaria locale. PUA significa Punto unico di accesso: raccoglie la segnalazione e indirizza la valutazione. Il PAI, Piano assistenziale individualizzato, descrive prestazioni, obiettivi e organizzazione concordata per quella persona.

Un prelievo a domicilio non equivale necessariamente a un’ADI. Allo stesso modo, pulizie, pasti e assistenza personale sociale seguono un percorso diverso, eventualmente integrabile. Spiega quali attività il paziente non riesce a fare e quali cure deve ricevere, senza scegliere tu un’intensità clinica.

Cosa raccogliere per la valutazione

  • Tessera sanitaria e documento dell’assistito.
  • Diagnosi, referti recenti e terapia prescritta; lettera di dimissione soltanto se c’è stato un ricovero.
  • Indirizzo effettivo delle cure, piano dell’abitazione, presenza di ascensore e difficoltà di accesso.
  • Elenco concreto dei bisogni: medicazioni, riabilitazione, gestione della terapia e difficoltà nelle attività quotidiane da sottoporre ai professionisti.

Come fare passo passo

Attivazione tramite medico e distretto

  1. Contatta il medico di famiglia e descrivi la condizione del paziente e l’impossibilità o difficoltà di raggiungere l’ambulatorio. Chiedi una valutazione per cure domiciliari o ADI, non soltanto una visita privata a casa.
  2. Scegli l’avvio adatto: se sei già a casa, chiedi al medico di segnalare il bisogno al distretto; se il paziente è ancora ricoverato, parla invece con il medico del reparto prima della dimissione e chiedi il raccordo con il servizio territoriale, precisando le cure necessarie al rientro. Comunica nome e telefono dell’eventuale persona che aiuta a casa; se nessuno può assistere il paziente, dillo esplicitamente.
  3. Apri il sito della ASL, Azienda sanitaria locale, di residenza e cerca assistenza domiciliare integrata o Punto unico di accesso. Scegli il distretto attraverso il Comune dell’assistito. In Toscana apri Punto Unico di Accesso, seleziona Sportelli Punto Unico di Accesso per zona e la zona del Comune; se non sai quale zona scegliere, chiama 800860070 e comunica il Comune di residenza. Chiama lo sportello dalla scheda per conoscere moduli, modalità di consegna e appuntamento. Negli altri territori chiedi all’URP della ASL, Ufficio relazioni con il pubblico, il PUA del Comune e il recapito per la segnalazione ADI.
  4. Compila la parte anagrafica con indirizzo delle cure e telefono. Fai compilare al medico la parte sanitaria: in Toscana la domanda prevede una parte dell’assistito e una del curante.
  5. Consegna la richiesta e partecipa alla valutazione. Descrivi anche ciò che la famiglia non è in grado di garantire: presenza notturna, movimentazione, gestione dei farmaci o accesso alla casa. Non dichiarare disponibile un aiuto che in realtà manca.
  6. Quando viene proposto il PAI, chiedi chi verrà a casa, per quali attività, con quale frequenza, da quale giorno e chi contattare per variazioni. Fai chiarire quali ore restano senza operatori.
  7. Concorda il primo accesso e tieni terapia e documenti clinici disponibili per l’équipe. Se non arriva la comunicazione concordata, contatta il referente indicato dal distretto, non il CUP delle visite ambulatoriali.

Percorso verificato in Toscana

La pagina Assistenza domiciliare integrata descrive segnalazione, due moduli e valutazione dell’UVM, Unità di valutazione multidimensionale: professionisti che esaminano insieme bisogni sanitari e sociali. La pagina Assistenza domiciliare collega le sedi distrettuali delle tre aziende sanitarie. Scegli quella che comprende il Comune dell’assistito.

La pagina regionale Punto Unico di Accesso, aggiornata il 12 giugno 2026, pubblica l’elenco degli sportelli per zona e il numero 800860070. L’operatore raccoglie la segnalazione; l’équipe individua un referente e condivide il progetto con la persona o la famiglia. Non confondere l’accesso continuativo al percorso con la presenza di un operatore a domicilio 24 ore su 24.

Cosa succede dopo

L’accoglimento conduce al piano e all’avvio degli interventi, non a una somma di denaro. La frequenza delle visite segue il bisogno valutato. Una variazione clinica o familiare richiede di contattare medico e referente del piano per una rivalutazione.

Le prestazioni sanitarie comprese nei livelli essenziali del SSN, Servizio sanitario nazionale, non vanno confuse con servizi sociali o aiuti aggiuntivi. Prima di accettare un intervento sociale chiedi quale costo resta alla famiglia e se serve una valutazione economica: non considerare gratuita qualsiasi ora di assistenza solo perché il percorso è domiciliare.

Se non riesci a completare la procedura

Dimissione vicina senza assistenza concordata: segnala subito al reparto indirizzo, necessità e assenza di caregiver, cioè la persona che presta aiuto quotidiano. Chiedi che il raccordo con il distretto avvenga prima del rientro.

Peggioramento improvviso: il piano non sostituisce il soccorso. In un’emergenza chiama 112; per cambiamenti non urgenti contatta medico e referente domiciliare per aggiornare le cure.

Conclusione

Raccogli la terapia prescritta e, se c’è stato un ricovero recente, la lettera di dimissione. Chiama il medico curante e spiega quali cure servono e perché non sono praticabili in ambulatorio.

Link ufficiali utili


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