Per chiedere il congedo straordinario retribuito per un familiare con disabilità grave devi rispettare l’ordine di priorità familiare, il limite dei periodi disponibili e i requisiti di assistenza. Se sei dipendente privato, presenta la domanda INPS e comunica le date al datore: i permessi mensili della Legge 104 non bastano.
Congedo straordinario e permessi 104 non sono la stessa cosa
Il congedo straordinario permette periodi di assenza dal lavoro per assistere un familiare. I permessi della Legge 104 seguono un’altra domanda e altre regole. Essere già autorizzato ai permessi non significa avere ottenuto anche due anni di congedo.
Questa guida riguarda lavoratori dipendenti del settore privato, anche part-time. Lavoratori autonomi, collaboratori e lavoratori domestici non accedono al congedo attraverso questa domanda. Se sei dipendente pubblico, chiedi all’ufficio personale della tua amministrazione la richiesta per il congedo dell’articolo 42, comma 5, del decreto legislativo 151/2001: non inviare la pratica del settore privato soltanto perché possiedi SPID.
La persona assistita deve avere il riconoscimento di disabilità grave richiesto per questo beneficio. Nel verbale della Legge 104 cerca il riferimento all’articolo 3, comma 3: una percentuale di invalidità, anche elevata, è un accertamento diverso. Se manca il riconoscimento, il punto iniziale è la domanda di riconoscimento della Legge 104, non l’invio di date di congedo senza il requisito.
Chi può presentare domanda: l’ordine di priorità
La circolare INPS 39/2023 indica questa successione: prima coniuge convivente, parte dell’unione civile convivente o convivente di fatto; poi genitori; poi figli conviventi; poi fratelli o sorelle conviventi; infine parenti o affini entro il terzo grado conviventi. Si passa al livello successivo quando i familiari del livello precedente sono mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti secondo le condizioni previste.
Non basta che il familiare prioritario lavori o preferisca non chiedere il congedo. Prima di prenotare le assenze elenca al patronato coniuge o partner, genitori, figli e fratelli della persona assistita. Specifica chi manca e per quale motivo: “non disponibile” non è la stessa cosa di una patologia invalidante documentata.
Un affine è, per esempio, un parente acquisito con il matrimonio; il grado non coincide con la vicinanza affettiva. Non scegliere nel modulo “altro parente” senza far ricostruire il rapporto. Per il convivente di fatto conta la convivenza di coppia riconosciuta dalle regole anagrafiche, non essere soltanto coinquilini.
La convivenza è richiesta al coniuge o partner, ai figli, ai fratelli o sorelle e agli altri parenti ammessi; non è richiesta al padre o alla madre che assiste il figlio. Per i richiedenti che devono convivere, la convivenza può essere instaurata dopo la domanda ma entro l’inizio del congedo, e va mantenuta durante la fruizione. Comunica al patronato indirizzi e data di inizio della convivenza: abitare nelle vicinanze non equivale a soddisfare il requisito.
Quanto dura e cosa succede alla retribuzione
Il limite è complessivamente di due anni nell’arco della vita lavorativa; conta anche il limite complessivo riferito alla stessa persona assistita. Non sono due anni nuovi per ogni familiare o ogni datore. Dal limite personale vanno detratti anche i congedi non retribuiti già utilizzati per gravi e documentati motivi familiari ai sensi dell’articolo 4, comma 2, della legge 53/2000. Comunica quindi i periodi fruiti da te e quelli utilizzati da altri per lo stesso assistito, distinguendo la tipologia di assenza.
Puoi chiedere periodi continuativi o frazionati. Il conteggio non coincide sempre con le sole giornate lavorative: sabati, domeniche e festività tra periodi possono essere inclusi se non c’è un’effettiva ripresa del lavoro. Consegna al patronato un calendario con assenze e rientri reali, non una lista di giorni da sottrarre automaticamente.
L’indennità considera le voci retributive fisse e continuative precedenti il congedo, con un tetto. La circolare 47/2026 indica, per il calcolo con aliquota del 33%, un massimo annuo dell’indennità di 43.486 euro e giornaliero di 119,14 euro. Non è il netto garantito al dipendente: chiedi all’ufficio paghe il prospetto relativo alle tue voci e alle giornate richieste. La copertura figurativa è il riconoscimento contributivo del periodo senza il normale lavoro svolto.
Cosa serve prima dell’invio
- Documento e codice fiscale del richiedente e codice fiscale del familiare assistito.
- Verbale che riconosce la disabilità grave, con data, eventuale revisione e riferimento utile alla domanda.
- Dati del datore di lavoro, tipo di rapporto e date iniziali e finali delle assenze richieste.
- Elenco dei tuoi congedi straordinari e dei congedi non retribuiti per gravi motivi familiari già utilizzati; periodi di congedo straordinario fruiti da altri per lo stesso assistito.
- Informazioni sul rapporto familiare, sulla convivenza applicabile e sulla situazione dei familiari che precedono il richiedente nell’ordine di priorità.
Documenti condizionali: per passare a un familiare successivo nell’ordine possono servire le informazioni o prove sulla mancanza, morte o patologia invalidante del familiare prioritario. Per un ricovero a tempo pieno serve la documentazione dell’eccezione ammessa; per la dichiarazione dell’assistito va usato il contenuto richiesto dalla domanda. Non caricare tutte le cartelle cliniche su un modulo generico né inviarle tramite una chat pubblica.
Come fare passo passo
Domanda assistita INPS e comunicazione al datore
- Controlla nel verbale il riconoscimento della disabilità grave e annota le date del congedo desiderato. Prima di assentarti chiedi all’ufficio personale come presentare la comunicazione aziendale per il congedo straordinario; questa comunicazione non sostituisce la domanda INPS.
- Apri le sedi INCA e seleziona regione, provincia e località. Chiama il telefono dello sportello per prenotare «congedo straordinario per assistenza a familiare disabile, dipendente privato». Puoi usare un altro patronato autorizzato.
- Porta documento, codici fiscali, verbale, dati del datore e calendario delle assenze. Ricostruisci con l’operatore priorità familiare, convivenza e residuo disponibile: aggiungi gli eventuali periodi utilizzati con precedenti datori o per altri familiari.
- Se l’assistito è ricoverato per tutte le 24 ore, comunica questo fatto prima di compilare. Chiedi alla struttura il documento relativo all’eccezione realmente applicabile, per esempio la richiesta sanitaria della tua presenza; consegnalo al patronato invece di dichiarare che non c’è ricovero.
- Controlla il riepilogo: rapporto di parentela, codice fiscale dell’assistito, verbale, datore, date e dichiarazioni sulla convivenza. Completa con l’operatore la dichiarazione dell’assistito richiesta per la tua situazione. Firma il mandato e autorizza l’invio soltanto con dati corrispondenti ai documenti.
- Chiedi copia della domanda trasmessa e gli estremi INPS che la identificano. Se manca un allegato o una dichiarazione, chiedi quale elemento blocca l’invio e consegnalo allo stesso patronato: una pratica soltanto preparata non autorizza da sola l’assenza.
- Consegna al datore, attraverso il canale dell’ufficio personale che hai individuato, la comunicazione delle date e la documentazione della domanda richiesta dall’azienda. Fatti confermare la registrazione delle assenze come congedo straordinario, non ferie o permessi 104.
- Con il patronato controlla la decisione INPS sulla pratica inviata e le eventuali integrazioni. Confronta periodi riconosciuti e quelli comunicati al datore; se non coincidono, correggi la pianificazione con l’ufficio personale prima di usare giornate non riconosciute.
- Alla busta paga relativa al periodo controlla le giornate di congedo e l’indennità con l’ufficio paghe. Per variazioni di ricovero, convivenza o date informa tempestivamente sia il patronato per INPS sia il datore, indicando la domanda interessata.
Dove si apre la domanda personale online
Apri la scheda INPS Indennità per congedi straordinari, premi Utilizza il servizio e scegli Congedi straordinari disabilità – Domanda (Lavoratori dipendenti) nell’accesso cittadini. Autenticati con SPID, Sistema pubblico di identità digitale, CIE, Carta di identità elettronica, o CNS, Carta nazionale dei servizi.
Le schermate personali di compilazione non sono provate in questa guida. Se non sei certo dell’ordine familiare, delle dichiarazioni o del residuo, usa il percorso assistito completo: non basarti su vecchi tutorial che mostrano l’accesso tramite il PIN dispositivo INPS.
Cosa succede dopo e quali cambiamenti comunicare
Per il dipendente privato ordinario l’indennità è anticipata dal datore in busta paga; alcune categorie hanno pagamento diretto INPS. Non attendere automaticamente un bonifico separato dell’Istituto. La compilazione, la decisione INPS e il pagamento sono fasi differenti: non esiste una durata nazionale in minuti della pratica.
La scheda INPS documenta le funzioni Rinuncia, per tutto o parte del periodo, e Variazione dati domanda. Sono utilizzabili per domande in corso di fruizione nel mese della comunicazione, non indiscriminatamente su ogni domanda passata. Se non riesci a modificare la pratica interessata, fai inviare la comunicazione dal patronato e avvisa anche l’ufficio personale: cambiare soltanto il calendario aziendale non aggiorna INPS.
Se il verbale entra in revisione sanitaria, non dare per concluso o rinnovato automaticamente il congedo. La scheda INPS prevede una nuova domanda amministrativa per la prosecuzione del beneficio già autorizzato nel periodo di revisione: porta al patronato vecchio verbale, precedente domanda e comunicazione della revisione.
Se non riesci a completare la procedura
Ti precede un familiare nell’ordine: mostra all’operatore la composizione della famiglia. Il fatto che il coniuge assistito sia pensionato, abbia un lavoro o non voglia assentarsi non permette da solo al figlio di saltare la priorità.
L’assistito è ricoverato: il ricovero a tempo pieno normalmente impedisce il beneficio. Tra le eccezioni documentate da INPS ci sono interruzioni per visite o terapie certificate, stato vegetativo persistente o prognosi infausta a breve termine e presenza del caregiver richiesta dai sanitari. Fai individuare e documentare l’eccezione dalla struttura e dal patronato.
INPS segnala una dichiarazione mancante: chiedi al patronato di controllare anche la dichiarazione dell’assistito. La circolare 39/2023 la richiede nelle situazioni indicate, anche per assistiti minorenni quando il richiedente non è il padre o la madre; una copia del verbale non la sostituisce.
Il datore ha registrato ferie: confronta richiesta aziendale, domanda INPS e giornate effettive con l’ufficio personale. Non correggere unilateralmente il cartellino: chiedi la rettifica della causale e, se necessario, della busta paga.
Domande frequenti
Posso assistere me stesso con questo congedo?
Questa prestazione riguarda l’assistenza a un familiare, non il proprio trattamento di salute. Per permessi personali e altre tutele, porta il verbale all’ufficio personale o al patronato chiedendo una valutazione separata.
Se cambio azienda il limite riparte da zero?
No. Conserva date e provvedimenti dei periodi già utilizzati e comunicali nella nuova richiesta. Il cambio di datore non cancella il congedo fruito in precedenza.
Conclusione
Leggi il verbale, ricostruisci i familiari prioritari e annota il congedo già utilizzato. Poi prenota il patronato e contatta l’ufficio personale: la pratica è completa soltanto quando richiesta INPS, periodi riconosciuti e assenze aziendali sono coerenti.
Link ufficiali utili
- Apri la domanda INPS di congedo straordinario per lavoratori dipendenti
- Leggi priorità familiare, convivenza e dichiarazioni nella circolare INPS 39/2023
- Leggi i massimali dell’indennità di congedo straordinario per il 2026
- Leggi le regole INPS sul limite personale dei congedi
- Trova uno sportello INCA per verificare priorità e inviare il congedo
Apri la checklist per “Congedo straordinario Legge 104: domanda INPS” →
