Come segnalare una pratica commerciale scorretta all’AGCM

Segnala una pratica commerciale scorretta all’AGCM: dati, allegati entro 3 MB, PEC ufficiale, copia PDF e limiti rispetto ai rimborsi.

In 30 secondi

Dove si fa
AGCM: modulo Segnala online oppure PEC a protocollo.agcm@pec.agcm.it; non è una procedura per ottenere rimborsi individuali.
Costo
Segnalazione gratuita, senza avvocato obbligatorio; eventuale costo della propria casella PEC separato e non necessario se usi il modulo web.
Tempo per fare la pratica
Descrivi fatti e cronologia, prepara gli allegati pertinenti e compila le cinque sezioni del modulo; AGCM non indica una durata standard in minuti.
Scadenza o validità
Se nessuna istruttoria è avviata entro 180 giorni dal ricevimento, la segnalazione si considera definita. Non è un termine per il rimborso.
Cosa serve
Recapiti personali, denominazione dell’impresa, prodotto o servizio, date e fatti; documenti pertinenti disponibili, complessivamente entro 3 MB nel modulo online.
Si può fare online
Sì: modulo web senza obbligo di PEC; alternativa invio dalla propria PEC alla PEC ufficiale. Non serve recarsi in un ufficio.

Puoi segnalare una pubblicità ingannevole o una pratica commerciale scorretta all’AGCM usando il modulo online oppure una PEC. La segnalazione è gratuita e non richiede un avvocato. Devi identificare l’impresa, descrivere fatti e date e allegare documenti utili: l’Autorità non dispone rimborsi individuali.

Quando questa segnalazione è quella giusta

L’AGCM, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è l’Antitrust italiano. Può intervenire sulle condotte delle imprese che danneggiano i consumatori: informazioni ingannevoli, omissioni importanti e pressioni commerciali scorrette. Segnalare significa portare fatti all’attenzione dell’Autorità, non avviare automaticamente una causa né ottenere il rimborso di un acquisto.

Un prezzo pubblicizzato che cambia per costi obbligatori nascosti, un abbonamento presentato come acquisto singolo o informazioni rilevanti omesse prima dell’ordine sono esempi da descrivere con precisione. Non devi già dimostrare quale articolo di legge è stato violato: devi spiegare che cosa hai visto, che cosa ti è stato promesso e che cosa è successo.

Se il problema riguarda invece l’uso dei tuoi dati personali, l’autorità competente per la privacy è il Garante. Per recuperare somme o risolvere una controversia telefonica può servirti il percorso distinto di conciliazione tramite ConciliaWeb. La segnalazione AGCM non sostituisce un reclamo all’impresa e non sospende i termini per esercitare altri diritti.

Cosa raccogliere prima dell’invio

  • Nome e cognome, indirizzo completo con CAP e provincia, numero di telefono e indirizzo e-mail o PEC al quale ricevere comunicazioni.
  • Denominazione dell’impresa: copiala da fattura, contratto o condizioni di vendita; aggiungi sito web, indirizzo e partita IVA se risultano dai documenti.
  • Una cronologia con data della pubblicità, data dell’acquisto o del contatto e descrizione della promessa contestata, del prezzo esposto e della somma eventualmente richiesta.
  • Solo i documenti pertinenti che possiedi: schermate con indirizzo della pagina e data, pubblicità, ordine, contratto, fattura, reclamo all’impresa e risposta. Non è necessario avere tutti questi allegati.
  • Se scegli il modulo online: file complessivamente entro 3 MB, preferibilmente PDF o JPG. Se scegli la PEC: accesso alla tua casella di posta elettronica certificata.

La PEC, posta elettronica certificata, fornisce ricevute di accettazione e consegna per una comunicazione inviata correttamente da PEC a PEC. Un indirizzo e-mail ordinario può essere usato nel modulo AGCM: non devi acquistare una PEC per segnalare online.

Come fare passo passo

Percorso A: segnalazione dal modulo online AGCM

  1. Apri Segnala online sul sito AGCM. Leggi l’informativa che spiega le materie trattate, gli allegati e il limite di 3 MB. Apri il collegamento in fondo all’informativa che porta alla compilazione della segnalazione sul dominio service.agcm.it.
  2. Nella Sezione 1. Dati relativi al segnalante inserisci nome, cognome, indirizzo, numero civico, città, provincia, CAP e telefono. Compila Pec (in alternativa Email) e Conferma Pec (in alternativa Email) con lo stesso indirizzo. I campi con asterisco sono obbligatori; quelli per ragione sociale e ruolo del segnalante riguardano chi segnala come impresa, non un comune consumatore.
  3. Clicca Avanti >. Compila le sezioni successive identificando l’impresa segnalata e il prodotto o servizio: usa la denominazione riportata sul contratto, l’indirizzo del sito interessato e gli altri dati dell’impresa presenti nei tuoi documenti. Non inserire il nome di un dipendente al posto della società.
  4. Descrivi la condotta con date e fatti. Scrivi, per esempio, dove era visibile il prezzo, quale costo non era dichiarato, quando è comparso e se hai effettuato un ordine. Distingui ciò che hai osservato personalmente da ciò che ti è stato riferito; se non hai acquistato, dichiaralo.
  5. Allega i documenti pertinenti prima dell’invio. Controlla che la somma delle dimensioni non superi 3 MB e che le immagini permettano di leggere prezzo, testo e indirizzo del sito. Nell’ultima sezione puoi specificare eventuali esigenze di riservatezza: descrivi quali informazioni vuoi proteggere, senza presumere un anonimato automatico.
  6. Prima di trasmettere, confronta denominazione dell’impresa, date, importi, indirizzo e-mail e allegati con i documenti originali. Completa l’invio dalla funzione di trasmissione del modulo. Le etichette delle sezioni oltre la prima possono cambiare: non cercare un pulsante con un nome ricostruito da una guida esterna.
  7. Apri la casella e-mail indicata, compresa la cartella spam. L’AGCM prevede l’invio di una copia PDF della segnalazione contenente il codice di riferimento nel formato W seguito da cifre. Conserva quel PDF; la copia della segnalazione non è un provvedimento favorevole né una decisione sul rimborso.

Percorso B: segnalazione via PEC

  1. Apri la pagina AGCM con i canali di segnalazione e confronta il destinatario con protocollo.agcm@pec.agcm.it. Accedi alla tua PEC e crea un nuovo messaggio indirizzato a quella casella, non agli indirizzi di singoli dipendenti.
  2. Scrivi nell’oggetto «Segnalazione pratica commerciale – [denominazione impresa] – [prodotto o servizio]», sostituendo le parti tra parentesi con i dati reali. Nel messaggio indica nome, cognome, indirizzo completo, telefono e recapito per la risposta.
  3. Identifica la società tramite contratto o fattura e descrivi il prodotto o servizio, il sito o il luogo della pubblicità e la sequenza dei fatti. Inserisci le date e gli importi contestati senza arrotondamenti che cambino il contenuto della segnalazione.
  4. Allega i documenti che dimostrano i fatti descritti e richiama ciascun file nel testo: per esempio «Allegato 1: schermata del prezzo del giorno…». Specifica eventuali esigenze di riservatezza. Il limite di 3 MB dichiarato dall’AGCM riguarda il modulo online; per la PEC rispetta anche i limiti di invio della tua casella.
  5. Confronta indirizzo PEC del destinatario, descrizione, date e allegati; invia il messaggio. Controlla nella tua casella la ricevuta di accettazione e quella di consegna: la sola presenza del messaggio tra gli inviati non dimostra la consegna.
  6. Conserva il messaggio completo, gli allegati e le ricevute PEC. Se arriva un avviso di mancata consegna, la trasmissione non è riuscita: correggi l’indirizzo confrontandolo con la pagina AGCM oppure usa il modulo online. Non aspettarti automaticamente il codice W del modulo web per una PEC.

Cosa succede dopo

L’AGCM valuta se i fatti sono rilevanti per le proprie competenze. Può chiederti chiarimenti e comunicare l’eventuale apertura di un’istruttoria, cioè un procedimento di accertamento. L’avvio può essere comunicato anche mediante il Bollettino dell’Autorità, sul quale viene pubblicato il provvedimento conclusivo.

Non è previsto un aggiornamento individuale per ogni segnalazione. Se non viene avviata un’istruttoria entro 180 giorni dal ricevimento, la segnalazione si considera definita con archiviazione o non luogo a provvedere; l’Autorità può comunque acquisirla successivamente per approfondimenti d’ufficio. Questo termine non è il tempo necessario per compilare il modulo e non è un termine per ricevere un rimborso.

Se non riesci a completare la procedura

Il modulo rifiuta gli allegati. Riduci le immagini o esporta i soli documenti pertinenti in PDF, mantenendo testo e importi leggibili. Il limite è complessivo, non di 3 MB per ciascun file. Non inviare archivi compressi contando che vengano accettati.

La pagina non carica sullo smartphone. Aprila nel browser, non nella finestra interna di WhatsApp; prova da computer oppure usa la PEC. Per problemi tecnici del modulo il recapito pubblicato è webmaster@agcm.it: segnala indirizzo della pagina ed errore, senza allegare inutilmente documenti personali della controversia.

Non sai se l’AGCM è competente. Il numero consumatori è 800 166 661, dal lunedì al venerdì 10–14. Spiega il comportamento dell’impresa e chiedi se rientra nella tutela del consumatore; non confondere l’assistenza informativa con l’invio della segnalazione.

Domande frequenti

Posso segnalare senza avere acquistato?

Sì: può essere rilevante anche una pubblicità ingannevole osservata prima dell’acquisto. Indica che non hai concluso un ordine e allega il messaggio o la schermata contestata, senza inventare una fattura.

Devo essere assistito da un avvocato?

No. Per la segnalazione all’AGCM non sono richiesti assistenza legale né versamenti. Un’eventuale azione per ottenere un risarcimento è una questione distinta.

La copia PDF significa che l’impresa verrà sanzionata?

No. Conferma il contenuto della segnalazione presentata tramite il modulo; non dimostra l’apertura di un procedimento né l’accertamento di una violazione.

Link ufficiali utili

Conclusione

Inizia dalla pubblicità, dal contratto o dall’ordine: ricava il nome dell’impresa e scrivi una cronologia con date e importi. Poi scegli il modulo AGCM se non hai PEC oppure invia alla PEC ufficiale. Se chiedi un rimborso, avvia anche il percorso appropriato verso l’impresa: l’Antitrust non lo assegna al posto tuo.


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