Assegno unico 2026: domanda, ISEE, importi e arretrati

Assegno unico 2026: domanda già accolta, prima richiesta, ISEE e pagamenti. Importi base aggiornati e scadenza del 30 giugno già trascorsa.

In 30 secondi

Dove si fa
INPS, Assegno unico e universale; gestione della domanda e scheda Pagamenti
Costo
Domanda gratuita; quota base minori 2026 da 58,30 a 203,80 euro al mese prima delle maggiorazioni
Tempo per fare la pratica
Compilazione online senza durata fissa; istruttoria e pagamento separati dalla trasmissione
Scadenza o validità
Domande ordinarie accolte senza rinnovo annuale; lavoratori UE non residenti: domanda annuale dal 1° marzo per il periodo lavorato. ISEE da aggiornare ogni anno.
Cosa serve
Identità digitale, codici fiscali dei figli e altro genitore, condizione maggiorenni, residenza/soggiorno, modalità di pagamento, ISEE
Si può fare online
Online; alternativa Contact Center o patronato

Per l’Assegno unico 2026 controlla la domanda esistente: il rinnovo automatico riguarda il percorso ordinario, non i lavoratori UE non residenti. Aggiorna figli, pagamento e ISEE oppure presenta la prima richiesta. Il termine del 30 giugno per gli arretrati da marzo è trascorso; per una nascita valgono regole specifiche.

A chi spetta e quali dati servono

L’AUU, Assegno unico e universale, riguarda figli minorenni, maggiorenni a carico fino al compimento di 21 anni con una condizione ammessa e figli con disabilità a carico senza limite d’età. Tra 18 e 21 anni occorre studio o formazione, tirocinio/lavoro con reddito inferiore a 8.000 euro annui, registrazione ai servizi pubblici come disoccupato in cerca di lavoro, oppure servizio civile universale.

Nel percorso ordinario per residenti in Italia, il richiedente deve rispettare anche i requisiti di cittadinanza o soggiorno, imposta sul reddito, residenza e domicilio in Italia. Dal 21 aprile 2026 non è più richiesto il precedente requisito dei due anni di residenza o del contratto di almeno sei mesi: la lettera d) dell’articolo 3 è stata abrogata. Per chi non risiede in Italia, l’alternativa è il lavoro subordinato o autonomo con iscrizione alla previdenza obbligatoria italiana e regolarità contributiva; leggi il percorso dedicato più avanti. Per chi non è cittadino italiano, confronta il tipo e la durata del permesso con la sezione “Requisiti” della scheda INPS; porta al patronato il documento e la ricevuta dell’eventuale rinnovo prima di dichiarare la categoria.

L’ISEE, Indicatore della situazione economica equivalente, determina la fascia economica. Senza ISEE valido resta possibile la quota minima: presenta la domanda senza dichiarare un valore ISEE non attestato.

Come fare passo passo

Domanda già presentata

  1. Apri il servizio INPS Assegno unico e universale per i figli a carico, premi Utilizza il servizio ed entra con SPID (Sistema pubblico di identità digitale), CIE (Carta di identità elettronica) o CNS (Carta nazionale dei servizi).
  2. Apri Consulta e gestisci le domande che hai presentato. Se la pratica è accolta nel percorso ordinario, non crearne una seconda; per i lavoratori UE non residenti leggi prima la sezione dedicata qui sotto. Se risulta decaduta, revocata, rinunciata o respinta, leggi il motivo prima di procedere con una nuova richiesta.
  3. Apri il dettaglio della domanda dal pulsante a destra dei suoi estremi identificativi; nella scheda del figlio premi Modifica. Confronta codice fiscale, maggiore età, studio/lavoro e disabilità con la situazione reale; aggiungi la scheda di un nuovo figlio dopo la nascita.
  4. Controlla la ripartizione tra genitori e i dati di pagamento. IBAN è il codice del conto: copia quello del rapporto attuale, non il numero della carta. Per quote divise ciascun genitore deve avere coordinate corrette. Se la domanda è stata inviata da un patronato, per cambiare la ripartizione del pagamento rivolgiti a quel patronato o a un altro intermediario abilitato a cui conferisci l’incarico.
  5. Completa l’aggiornamento delle informazioni modificate e riapri il dettaglio per controllare che siano registrate. Nel Portale unico ISEE verifica separatamente l’attestazione 2026 riferita al figlio.

Prima richiesta

  1. Nel servizio scegli l’avvio di una nuova domanda. Indica il tuo ruolo e il codice fiscale del figlio; per un maggiorenne dichiara la condizione che dà diritto alla prestazione.
  2. Compila la situazione familiare, i dati dell’altro genitore e la ripartizione del pagamento. Non selezionare un affidamento esclusivo senza che corrisponda al provvedimento reale.
  3. In Dati Pagamento scegli una modalità già registrata oppure inseriscine una nuova. Controlla intestazione e IBAN anche se il sistema li propone automaticamente.
  4. Leggi le dichiarazioni di responsabilità; nel riepilogo confronta richiedente, figlio, condizione del maggiorenne e pagamento. Completa l’invio.
  5. Riapri il dettaglio della domanda presentata. La documentazione INPS prevede la ricevuta protocollata scaricabile dopo la registrazione: recuperala quando disponibile, senza scambiare una bozza con l’invio.

Importi e scadenze 2026

Per un figlio minorenne, prima delle maggiorazioni, la quota va da 203,80 euro con ISEE fino a 17.468,51 euro a 58,30 euro senza ISEE o da 46.582,71 euro. Età, disabilità e composizione familiare possono aumentare il risultato: il massimo base non è un tetto assoluto.

Dal marzo 2026 si applica il nuovo indicatore ISEE per prestazioni familiari e inclusione. Per l’adeguamento retroattivo da marzo la DSU, Dichiarazione sostitutiva unica, andava presentata entro 30 giugno 2026: oggi quel termine è trascorso. Le prime domande dopo giugno decorrono ordinariamente dal mese successivo. Per una nascita durante la fruizione dell’assegno, aggiungi il nuovo figlio alla domanda entro 120 giorni dalla nascita: l’assegno per il neonato è riconosciuto dal settimo mese di gravidanza. Non applicare a questa comunicazione la scadenza generale del 30 giugno.

Figli in un altro Paese UE e lavoratori UE non residenti

Le novità INPS del 3 settembre 2026 sull’AUU transfrontaliero ammettono anche figli residenti in un altro Stato dell’Unione europea, purché fiscalmente a carico secondo la normativa italiana. Questa apertura non modifica da sola le regole che stabiliscono il nucleo ISEE.

Per i lavoratori cittadini UE non residenti in Italia il beneficio è proporzionato ai periodi di lavoro effettivo in Italia e la domanda va presentata ogni anno a partire dal 1° marzo: non applicare il rinnovo automatico descritto per le domande ordinarie. Le nuove disposizioni operano dal 21 aprile 2026 e richiedono anche il coordinamento con le prestazioni familiari degli altri Stati. INPS descrive una fase transitoria: le domande presentate dal 21 aprile vengono definite provvisoriamente, in attesa dell’adeguamento dei sistemi; gli importi da maggio possono essere ricalcolati, integrati o recuperati. Non considerare definitivo un primo accredito transfrontaliero.

Se rientri in questo percorso, porta al patronato i documenti di cittadinanza e residenza di genitore e figlio, contratto con date di lavoro in Italia, posizione contributiva per lavoro autonomo ed eventuali prestazioni familiari estere. Chiedi di impostare la domanda secondo la circolare INPS 81/2026: non dichiarare una residenza italiana inesistente per superare il modulo.

Cosa succede dopo

Nel dettaglio della domanda apri Pagamenti: trovi le mensilità disposte e la modalità utilizzata. Confronta mese di competenza, importo e accredito sul conto. La data della domanda non è la data del bonifico.

Una pratica ordinaria accolta prosegue senza nuova domanda annuale, ma una nascita, la maggiore età o una variazione del conto richiedono l’aggiornamento pertinente. L’ISEE si rinnova separatamente: il rinnovo automatico dell’AUU non aggiorna i redditi della famiglia.

Se non riesci a completare la procedura

Importo minimo inatteso: apri l’attestazione 2026 e controlla beneficiario e annotazioni, poi la mensilità in Pagamenti. Non confrontare un mese calcolato sul vecchio ISEE con quello nuovo senza leggere il periodo.

Figlio maggiorenne sospeso: apri la sua scheda e completa la condizione attuale di studio, lavoro o registrazione come disoccupato; una dichiarazione generica “a carico” non sostituisce quella condizione.

Richiesta di integrazione: apri il dettaglio della domanda e la scheda Evidenze, leggi il documento o il requisito mancante indicato e carica l’allegato o completa la dichiarazione richiesta. Se non comprendi il motivo, porta a un patronato la ricevuta e la comunicazione, non soltanto uno screenshot del saldo bancario.

Domanda frequente

L’altro genitore deve usare la mia password?

No. Accede con la propria identità digitale per le funzioni che lo riguardano. Non condividere credenziali o codici di conferma per inserire la sua modalità di pagamento.

Se stai cercando gli assegni per il nucleo familiare anziché l’Assegno unico, apri la guida agli ANF per dipendenti privati: descrive i destinatari e la domanda di questa prestazione distinta.

Conclusione

Apri la domanda esistente e il dettaglio Pagamenti. Prima di inviare qualsiasi nuova richiesta, verifica se serve soltanto aggiornare una scheda figlio, l’ISEE o le coordinate.

Link ufficiali utili


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