TFR non pagato: come chiedere il Fondo di garanzia INPS

Datore insolvente e TFR non pagato: procedura dell’azienda, credito accertato, documenti SR52/SR53 e domanda telematica al Fondo di garanzia.

In 30 secondi

Dove si fa
Servizio INPS “Fondi di Garanzia – Domanda telematica”, direttamente oppure tramite patronato o avvocato abilitato.
Costo
Domanda INPS gratuita; restano distinti eventuali costi del legale, degli atti giudiziari e delle copie necessarie.
Tempo per fare la pratica
Invio dopo l’accertamento del credito e con i documenti richiesti; INPS indica 60 giorni dalla domanda completa.
Scadenza o validità
TFR: prescrizione ordinaria di dieci anni; crediti retributivi tutelati: un anno. I termini processuali restano separati.
Cosa serve
Identità digitale, atti della procedura o dell’esecuzione, credito riconosciuto, IBAN personale e allegati previsti per il caso concreto.
Si può fare online
Sì. Domande inviate con modalità diverse dal servizio telematico sono improcedibili.

Se il datore insolvente non paga il TFR, il Fondo di garanzia INPS può intervenire dopo l’accertamento del credito e dei requisiti previsti. Non basta una busta paga insoluta. Devi individuare la procedura dell’azienda, ottenere i documenti corretti e presentare la domanda telematica, anche tramite patronato o avvocato.

Quando il Fondo può sostituirsi al datore

TFR significa Trattamento di fine rapporto: la somma maturata durante il lavoro che spetta alla sua cessazione secondo le regole applicabili. Il Fondo di garanzia interviene per i lavoratori subordinati rientranti nella tutela quando il datore è insolvente, cioè non riesce a soddisfare i debiti nelle condizioni accertate dalla procedura.

Un semplice ritardo non autorizza a saltare il recupero del credito. La domanda INPS non avvia una causa al datore e non sostituisce l’accertamento giudiziale richiesto. Questa guida ti accompagna alla domanda del Fondo: per ottenere un titolo esecutivo o partecipare alla procedura dell’impresa serve l’assistenza del professionista incaricato.

Il Fondo TFR non coincide con il Fondo di tesoreria e non è il fondo per la previdenza complementare. Se il TFR era destinato a una pensione integrativa o è stato ceduto a una finanziaria, consegna il contratto al patronato o al legale prima di dichiarare che tutto il credito spetta direttamente a te.

Individua il percorso con i documenti, non a intuito

Azienda in liquidazione giudiziale o fallimento

Chiedi al curatore, attraverso i recapiti contenuti nelle comunicazioni della procedura, numero e tribunale della procedura, stato del tuo credito e copia dello stato passivo esecutivo. Lo stato passivo è l’elenco dei crediti riconosciuti; deve distinguere il TFR dagli altri importi.

Prima devi far ammettere il credito con le modalità e i termini della procedura. Non allegare alla domanda INPS la sola richiesta di ammissione come se dimostrasse già che il credito è stato riconosciuto. Per fallimento, liquidazione giudiziale, amministrazione straordinaria e liquidazione coatta, la domanda del Fondo decorre ordinariamente dal trentunesimo giorno dopo il deposito dello stato passivo esecutivo, con regole specifiche se il credito è stato impugnato.

Datore non assoggettabile a procedura concorsuale

Occorrono l’accertamento del credito e l’insufficienza delle garanzie patrimoniali attraverso l’esecuzione individuale richiesta dalla legge. Il titolo esecutivo è l’atto che consente il recupero forzato; il verbale di pignoramento negativo documenta un tentativo senza beni utilmente recuperabili.

Porta a un avvocato contratto, cessazione, cedolini e conteggio TFR e chiedi di individuare gli atti necessari per il Fondo di garanzia. Chiedi al legale di procurare il titolo esecutivo e di seguire il tentativo di recupero necessario per documentare l’insufficienza patrimoniale. Il legale deve verificare anche se occorre il provvedimento del tribunale che esclude la liquidazione giudiziale.

Concordato e altre procedure

Per concordato preventivo, liquidazione controllata, procedure estere o eredi cambia la documentazione. Apri nella scheda INPS la sezione della procedura scritta nell’atto del tribunale e consegna quell’elenco al responsabile o al legale. Non scegliere “fallimento” come etichetta generica per qualsiasi azienda chiusa.

I documenti per il caso ordinario di liquidazione giudiziale

  • Copia autentica dello stato passivo esecutivo, anche per estratto relativo al tuo credito; la scheda indica specifiche trasmissioni dirette per alcuni tribunali.
  • Dichiarazione SR52 trasmessa dal responsabile della procedura nel servizio INPS dedicato: dal 10 agosto 2026 l’invio avviene esclusivamente in modalità massiva tramite file XML.
  • Dichiarazione sul fatto che il credito non sia stato oggetto di opposizione o impugnazione, integrata nella domanda quando applicabile.
  • Provvedimento che decide un’eventuale opposizione sul credito e documentazione dell’ammissione, nei casi richiesti.
  • Documento, codice fiscale, residenza e coordinate del conto intestato o cointestato al beneficiario.

Non compilare né caricare come tua dichiarazione l’SR52 riservato al responsabile della procedura. Chiedi al curatore di trasmetterlo nel servizio INPS “Fondi di garanzia – (SR52/SR95) Dichiarazione del responsabile della procedura concorsuale”. Se la trasmissione non risulta, conserva la richiesta e segnala il problema nella domanda o alla sede INPS competente; usa documentazione sostitutiva soltanto nelle condizioni indicate dalla scheda ufficiale.

Per l’esecuzione individuale servono invece, tra gli altri, SR53, titolo esecutivo e verbali pertinenti. L’elenco della liquidazione giudiziale non va riutilizzato cancellando soltanto la parola “curatore”.

Come fare passo passo

  1. Fai verificare da patronato o avvocato che rapporto cessato, credito e condizione d’insolvenza siano già documentati e che sia arrivato il primo giorno utile per la domanda.
  2. Apri la scheda Fondo di garanzia del TFR e dei crediti di lavoro e seleziona Fondi di Garanzia – Domanda telematica.
  3. Accedi con SPID, Sistema pubblico di identità digitale, CIE, Carta di identità elettronica, o CNS, Carta nazionale dei servizi. Il servizio è disponibile anche a patronati e legali abilitati.
  4. Nel questionario individua il datore insolvente e la procedura che risulta dagli atti. Dichiara il rapporto e la sua cessazione con le date effettive.
  5. Seleziona la richiesta relativa al TFR e riporta il credito riconosciuto, distinguendolo dalle retribuzioni. Non sommare al TFR ogni altra voce dell’ultima busta paga.
  6. Inserisci l’IBAN, cioè il codice del conto, intestato o cointestato a te. La scheda esclude accrediti su carte prepagate e Postepay. Per conto estero dell’area SEPA, il circuito europeo dei pagamenti, richiede il modello MV70.
  7. Allega i documenti della procedura e confronta datore, date, importi, intestazione del conto e dichiarazioni prima di trasmettere. L’invio tramite email ordinaria o posta non sostituisce la domanda telematica.
  8. Conserva la copia trasmessa e il riferimento della domanda. Per integrare allegati utilizza Invia documenti nell’applicativo, collegando i file alla pratica corretta.

Se presenta il legale, è richiesta la delega SR187 con copia del tuo documento. Chiedi la copia della domanda inviata e dei documenti allegati: il mandato professionale da solo non dimostra che l’INPS abbia ricevuto l’istanza.

Cosa succede dopo

L’INPS verifica requisiti e credito e liquida la somma riconosciuta, applicando la tassazione. Il TFR garantito è quello accertato, non una somma scelta dal lavoratore; il netto accreditato può differire dal credito lordo per imposte e componenti accessorie.

Il termine indicato dall’INPS è sessanta giorni dalla domanda completa dei documenti. Non decorre automaticamente dalla data in cui hai iniziato a raccoglierli. Segui le richieste di integrazione nell’applicativo e conserva l’avvenuta trasmissione dei file aggiunti.

Il diritto al TFR a carico del Fondo segue ordinariamente una prescrizione decennale; i diversi crediti retributivi hanno una prescrizione annuale. Non utilizzare il termine del Fondo per rimandare le azioni verso il datore o i termini di ammissione al passivo: sono scadenze distinte da far calcolare sul fascicolo.

Se non riesci a completare la procedura

Manca lo stato passivo: chiedi al curatore se il credito sia stato ammesso e se il documento sia esecutivo. Non presentare dati presunti ricavati soltanto dalla busta paga.

L’azienda è chiusa ma non sai quale procedura abbia: porta al legale le comunicazioni ricevute e chiedi l’identificazione del procedimento; “ha abbassato la serranda” non equivale a una sentenza di liquidazione.

Domanda respinta o accolta solo in parte: recupera il provvedimento. La scheda INPS indica il ricorso amministrativo entro novanta giorni dalla ricezione; fatti assistere subito per scegliere la tutela e rispettare gli ulteriori termini.

Domande frequenti

Il Fondo paga anche tutti gli stipendi arretrati?

No. La tutela retributiva riguarda specificamente le ultime tre mensilità con ulteriori condizioni temporali e un massimale. Non applicare al TFR il tetto delle retribuzioni né presumere che ogni arretrato sia coperto.

Devo pagare un contributo per inviare la domanda?

Non è previsto un acquisto del servizio INPS. Restano distinti compensi professionali, atti giudiziari e copie autentiche necessari nel tuo percorso, da preventivare con chi ti assiste.

Link ufficiali utili

Conclusione

Recupera prima gli atti che identificano credito e procedura, poi fai controllare il primo giorno utile per l’invio. La domanda INPS arriva dopo questi passaggi: non sostituisce l’accertamento del TFR né il recupero giudiziale necessario.


Argomento:

Cerchi un’altra guida?

Correzioni

Hai trovato un errore?

Segnalacelo →